domenica 2 luglio 2017

Premio Strega 2017: a 4 giorni dal verdetto




«L’attesa è una catena che unisce tutti i nostri piaceri». Parola di Charles-Louis de Montesquieu. Chissà se la penseranno allo stesso modo i cinque finalisti del Premio Strega 2017 che, fra 4 giorni, scopriranno chi fra loro potrà sollevare la mitica bottiglia di liquore beneventano, diventando lo scrittore italiano più urlato dai media e dalle fascette del libro vincitore della LXXI edizione del più famoso premio letterario italiano.

Ecco i nomi (e cognomi) che fanno parte della magica cinquina (nell’ordine decrescente di voti ottenuti per entrarvi): 
Paolo Cognetti, con Le otto montagne (Einaudi);
Teresa Ciabatti, con La più amata (Mondadori);
Wanda Marasco, con La compagnia delle anime finte (Neri Pozza);
Alberto Rollo, con Un’educazione milanese (Manni);
Matteo Nucci, con È giusto obbedire alla notte (ponte alle Grazie) 


Pronostici, vaticini e analisi storiche degli autori (e soprattutto delle case editrici) premiati negli ultimi anni, ci assicurano che la partita si giocherà tutta ai primi due posti in classifica e quindi in casa Mondadori (sua anche Einaudi), ma quest’anno Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, promette colpi di scena. 


Per la LXXI edizione dello Strega è cambiato il sistema di voto dopo anni di polemiche sulla possibilità per i grandi editori di influenzare il risultato del premio. Ai 400 voti degli Amici della domenica, si aggiungeranno non solo i 40 lettori forti selezionati dall’ALI e i 20 voti delle biblioteche di Roma, ma anche 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti Italiani di cultura all’estero. Basterà a rompere gli equilibri editoriali? Vedremo, ci piace pensare che questa iniezione di voti possa aumentare l’attenzione su cosa dovrebbe essere valutato in questo premio: i libri, indipendente da chi li ha scritti e da chi li ha pubblicati. 
Veniamo allora ai due romanzi favoriti. 




Le otto montagne è ormai un caso letterario (anche internazionale, con diritti venduti in più di trenta Paesi) e si è già aggiudicato il Premio Strega Giovani, conquistando il maggior numero di voti in una giuria composta da ragazzi tra i 16 e i 18 anni. È «la storia di due amici e una montagna», così la definisce l’autore che, con questo libro, punta a far uscire la montagna da uno stereotipo di luogo incantato per trasformarla in fondale vivente, spesso decisivo, nella storia di un’amicizia tutta al maschile. Sulle orme di Twain, London Stevenson, senza dimenticare chi della montagna ha fatto il protagonista di una storia inimitabile (Thomas Mann), Cognetti trasforma ogni arrampicata del protagonista in un gate fra il ‘fuori’ e il ‘dentro’, dimostrando che l’immagine che abbiamo di noi stessi è spesso assai diversa dai bisogni che ci spingono a prendere le nostre decisioni.

La più amata è un caso letterario che si fonda sulla capacità dell’autrice (Teresa Ciabatti) di farsi personaggio. Non solo nel suo romanzo autobiografico (è lei La più amata del titolo), ma anche all’esterno, alimentando, con la sua vita di estremi e apparenti ‘false partenze’, l’insaziabile sete di vita vissuta che i media (e noi dietro di loro) autoalimentano. In questo romanzo, Ciabatti passa in rassegna i propri ricordi come se fossero fotografie scolorite e sconosciute, da cui provare a inventare una storia che rappacifichi i suoi demoni. L’esperimento non è completamente riuscito. La narrazione prosegue spesso per ridondanze, accompagnata da una prosa fin troppo neutra. 

In attesa del 6 luglio, quando al Ninfeo di Villa Giulia a Roma sarà proclamato il vincitore del premio Strega 2017, noi lettori non possiamo far altro che ricordare agli autori l’idea di scrittura che difendeva Kafka, estremista dell’autodisciplina e per nulla amante dell’autore-personaggio: «Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te».  

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